Google e l’algoritmo che ti digerisce

Quando ho deciso di aprire un blog mi sono fatta due domande.

La prima se sarei riuscita a tenerlo aggiornato. Avevo una specie di ansia da tamagotchi e la preoccupazione di poter essere un genitore assente.

La seconda se google avrebbe digerito talmente bene il mio blog  da farlo finire nelle prime pagine.

Rispondere al primo interrogativo è stato semplice, visto che dipendeva fondamentalmente dalla mia volontà. Il secondo, invece, implicava la conoscenza di regole riguardanti quello che in gergo si chiama posizionamento. La nuvoletta apparsa sopra il mio cervello diceva “Mah…” seguita da “se non sai come si fa studia”.

Mi sono imbattuta in title, description, keywords, tags, SERP, SEO, meta o non meta e  tutta un’altra serie di strane parole che fanno inceppare anche la lingua.

Non era particolarmente soddisfatta della mia ricerca e allora sono ricorsa al metodo “se non sai chiedi”.

Ho scoperto che:

  • chi copia finisce, come a scuola, fra gli ultimi banchi
  • la qualità dei contenuti è fondamentale
  • nessuno fa i miracoli e cercarsi continuamente su internet non serve
  • la perseveranza viene premiata, più a lungo durerete più soddisfazioni avrete
  • se non aggiornate il blog è una guerra persa in partenza
  • l’algoritmo di google cambia ogni anno, giocate d’anticipo
  • google è umanamente compatibile. Più sarete apprezzati più google vi premierà
Che dire? Mi piace questo ragazzo
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